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ACCORDO PER L’ISTITUZIONE DEL SANTUARIO DEI MAMMIFERI MARINI IN MEDITERRANEO

SANTUARIO PELAGOS

 

La presenza di numerose specie di cetacei, tra le specie regolari del Mediterraneo, nel bacino corso-ligure-provenzale, dovuta a particolari caratteristiche oceanografiche, è stata confermata da ricerche scientifiche   tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90: in particolare popolano l’area balenottere comuni e stenelle la cui presenza, maggioritaria nell’area tra tutte le specie di cetacei, è stimata, rispettivamente, in circa 900 e circa 30.000 esemplari, ma anche capodogli, globicefali, grampi, tursiopi, zifi, delfini comuni.

 

I problemi di sopravvivenza di tale fauna pelagica, dovuti a diversi fattori antropici quali le catture accidentali di questi mammiferi nelle reti pelagiche derivanti, gli alti livelli di contaminazione da organoclorurati osservati in alcune specie, le collisioni accidentali con navi o natanti veloci a motore, hanno reso evidente la forte carenza di efficaci strumenti di tutela delle specie in questione nell’alto mare Mediterraneo, zona quasi totalmente coincidente con i loro habitat critici; Italia, Francia e Principato di Monaco, su ispirazione del progetto “Pelagos” dell’Istituto Tethys e a seguito di una lunga fase negoziale partita nel 1993, giunsero nel luglio 1999 alla definizione ultima del testo di un Accordo per l’istituzione del Santuario, che ha individuato un’area di circa 87.500 kmq compresa tra la penisola di Giens, in Francia, la costa settentrionale della Sardegna e la costa continentale italiana fino al confine tosco-laziale.

Leggi tutto il documento:  "Nota riassuntiva generale sull'Accordo"

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